Trota di lago (salmo trutta lacustris)

salmo-trutta-lacustris

La trota di lago ha corporatura allungata e colore della pelle bruno sul dorso, più chiaro sui fianchi e giallo scuro sul ventre.

Ha come tutti i salmonidi, due pinne dorsali delle quali l’anteriore è decisamente più ampia mentre la posteriore, in prossimità della coda, è più carnosa.

Queste stesse pinne presentano macchie puntiformi di colore scuro che tendono a disporsi su tutta la pelle del dorso, sui fianchi e sugli opercoli.

Predilige le acque ossigenate e fredde. Si sposta frequentemente lungo i fiumi nei primi mesi di vita, comportandosi da predatore e cacciando piccoli crostacei, mentre diviene più sedentaria col trascorrere del tempo, tendendo a vivere nei laghi fra i massi e le radici delle piante acquatiche. In questo ambiente raggiunge pesi corporei che si avvicinano ai 20 kg. A seconda del periodo della vita si ciba di molluschi e piccoli crostacei divenendo via via un abile predatore nelle ore dopo il tramonto e durante la notte. Cavedani, vaironi, alborelle ed anfibi rappresentano il suo cibo preferito.

Matura sessualmente intorno a cinque anni per le femmine e a quattro per i maschi. Il periodo della riproduzione si manifesta in autunno o nei primi mesi invernali. Deposita le uova sui fondali mossi.

La trota di lago è una specie difficile da pescare. Gli esemplari più grandi vivono a grandi profondità e sono difficilmente insidiabili, mentre quelli di media taglia, possono essere invece tentati più facilmente perché più attivi. Tra le tecniche, su tutte lo spinning medio pesante, o la pesca a mosca.

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Barbo (barbus barbus)

barbo

Il barbo presenta una corporatura allungata e appiattita ventralmente. Il colore della pelle e bruno chiaro e giallo dorato con macchioline scure sul dorso, bianco giallastro sul ventre. La mascella superiore presenta quattro barbigli, da cui il pesce prende nome, particolarmente utili per la ricerca del cibo sul fondo. Le pinne pettorali, ventrali e anali presentano una colorazione rossastra; quella dorsale, localizzata a metà circa del corpo, si presenta più scura.

La varietà di barbo presente in Italia, raggiunge al massimo i 40 cm.

Vive praticamente attaccato al letto dei fiumi e torrenti, che tasta con le pinne, preferendo fondali di ghiaia e pietrisco, con acque pulite e correnti.

Si alimenta di vermi e larve sia di insetti che di pesci che trova sul fondale. Ha caratteristiche onnivore e cerca il cibo soprattutto all’imbrunire o di notte, ma si incontra facilmente anche di giorno.Barbo Comune

Raggiunge la maturità sessuale allorquando misura all’incirca 15/18 centimetri. Il periodo della riproduzione si manifesta in tarda primavera o agli inizi dell’estate. Le uova vengono depositate sui fondali fra le rocce al centro delle correnti.

Per pescare il barbo va bene indifferentemente la passata o il fondo, usando come esca vermi o larve, mantenendo l’esca ben sul fondale, che il barbo non abbandona mai. Il barbo una volta allamato è molto combattivo, si riconosce subito perché neanche durante la lotta si stacca dal letto del fiume, per gli esemplari più grandi ci vuole quindi un po’ di attenzione da parte del pescatore, perché il pesce sfrutta la corrente per aumentare la resistenza, e può anche provocare la rottura del terminale.

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Alborella (alburnus arborella)

alborella1

L’alborella è pesce teleosteo, della famiglia dei ciprinidi, ha colore tendente all’olivastro sul dorso, bianco argenteo sul ventre.

Il suo corpo, slanciato e alquanto compresso, ha una lunghezza media fra i 10 e i 15 cm. con pinna anale che parte al di sotto dei raggi della pinna dorsale.

Le sue esili squame, facilmente staccabili, trovano impiego nella preparazione dell’essenza d’oriente, utilizzata nella fabbricazione delle perle artificiali.

L’alborella vive in branchi e, preferibilmente, in acque limpide e correnti di pianura, ma anche nei laghi.

E’ molto diffusa nell’Italia settentrionale e centrale, ma in Abruzzo è specie immessa da una ventina di anni, e sembra aver attecchito molto bene nel nostro ecosistema.

Onnivora, si nutre in preferenza di piccoli invertebrati e di vegetazione acquatica.Alborella

La maturazione sessuale delle alborelle si ha nel secondo anno di vita e la riproduzione avviene nel periodo estivo, fra giugno ed agosto, con la deposizione delle uova in acque basse, fa la vegetazione acquatica.

L’alborella è un pesce tutt’altro che difficile da pescare. Nel periodo dalla primavera all’estate, l’alborella è attiva, e si avventa su ogni tipo di esca naturale, compresa la pastura. A volte i branchi di questo pesce sono una presenza infestante, e disturbano l’azione di pesca sminuzzando continuamente l’esca.

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Lago La Quaglia (Raiano)

quaglia

Dove Si Trova:

Usciti dal casello di Pratola Peligna viaggiare verso il comune di Raiano. dopo circa 4 Km attraversate due rotonde entrerete in un viale alberato, a questo punto sarete a 50 metri dall’obiettivo.

Requisiti:

Oltre alla licenza di tipo “B” è necessario un permesso che viene rilasciato dall’associazione “Pesca San Venanzio”

Descrizione:

Il lago è ad un dislivello di circa 30 metri dalla strada, ma non preoccupatevi si raggiunge facilmente attraverso delle scalette. Il parcheggio è quasi inesistente a parte piccole aree di sosta.

Specie Ittiche:

Nel lago sono presenti Black Bass in modo uniforme anche se di taglia non eccessiva, buona la presenza di carassi e carpe, queste ultime possono raggiungere anche una grossa taglia.

Tecniche di Pesca:

Nel lago vigono regole speciali sulle tecniche di pesca. Non è possibile pescare con esche artificiali tranne la pesca con la mosca artificiale. Tutte le altre tecniche possono essere praticate con un massimo di 2 canne a persona.

Consigli:

L’acqua del lago è inquinata e molto sporca.

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Lago di Scanno

lago-scanno

Dove si trova

Venendo dalla costa, innanzitutto imbocchiamo l’autostrada A14. Prendiamo l’uscita A25 Roma – Pescara, percorriamola per circa 65km ed usciamo a Cocullo. Proseguiamo ora dritti e giriamo poco dopo imboccando la strada che va a sud Cocullo – Anversa degli Abruzzi. Dopo aver percorso pochi chilometri , proseguiremo imboccando la strada regionale 479 verso Villalago e la citta’ di Scanno. Dopo una ventina di chilometri, superando anche il bacino artificiale “ San Domenico” giungeremo al lato nord del lago di Scanno. Venendo da L’Aquila dovremo percorrere prima l’A24, poi l’A25 Pescara – Chieti, uscire sempre a Cocullo e seguire le stesse indicazioni.

Dove si trova

Venendo dalla costa, innanzitutto imbocchiamo l’autostrada A14. Prendiamo l’uscita A25 Roma – Pescara, percorriamola per circa 65km ed usciamo a Cocullo. Proseguiamo ora dritti e giriamo poco dopo imboccando la strada che va a sud Cocullo – Anversa degli Abruzzi. Dopo aver percorso pochi chilometri , proseguiremo imboccando la strada regionale 479 verso Villalago e la citta’ di Scanno. Dopo una ventina di chilometri, superando anche il bacino artificiale “ San Domenico” giungeremo al lato nord del lago di Scanno. Venendo da L’Aquila dovremo percorrere prima l’A24, poi l’A25 Pescara – Chieti, uscire sempre a Cocullo e seguire le stesse indicazioni.

Permessi e licenze

Oltre alla licenza tipo “B” occorre il tesserino FIPSAS che puo’ essere richiesto ai comuni di Scanno e Villalago, o al bar “Dei salici”. Il permesso puo’ essere giornaliero, al prezzo intorno ai 5 euro, settimanale, sui 21 euro, oppure mensile a 52 euro.

Descrizione

Il lago di Scanno sorge nella verde e rigogliosa vallata del Sagittario, in un incantevole paesaggio dove la natura selvaggia fa da padrona, nonostante la presenza di edifici e caseggiati intorno le rive. Questo bacino, che e’ il piu’ grande specchio d’acqua naturale d’’Abruzzo, nacque a causa di uno sbarramento del fiume Tasso in seguito ad una frana staccatasi dal Monte Genzana in tempi molto lontani. Il lago copre oggi una superficie di circa 1 km quadro, ha una forma quasi rettangolare, che per alcuni ricorda un grosso cuore e raggiunge, nei periodi di maggior afflusso, profondita’ di 30-32 metri, toccando massimi di 36 metri. Le acque sono abbastanza limpide ed hanno una colorazione sul verde smeraldo per via di microrganismi acquatici, il fondale e’ un po’ irregolare, misto terra-roccia, nei mesi piu’ caldi nascono piccoli erbai sommersi. Il lago e’ accessibile in molti punti, circondato per gran parte dalla strada che lo costeggia; le sponde sono per gran parte ghiaiose e terrose ma con poca erba, sono in genere abbastanza larghe e capienti per stazionarvi a lungo; alcuni tratti sono molto pittoreschi perche’caratterizzati dalla presenza di alti alberi a pochissima distanza dall’acqua. E’ anche vero pero’, sempre a proposito dell’agibilita’, che si possono incontrare isolati canneti e zone di fitti arbusti che si spingono dalla riva fin dentro l’acqua, rendendo cosi’ la sponda impraticabile, questo soprattutto nella zona sotto la grande collina. Se volete provare con natanti o belly boat, fate pure e potrete fare tentativi anche nelle zone meno battute, in ogni caso e’ possibile affittare piccole imbarcazioni anche direttamente sul lago.

Specie ItticheLago di Scanno

Il lago di Scanno e’ un itinerario rinomato e consigliabile per la quantita’ di pesce che popola le sue acque. Troviamo qui il giusto equilibrio fra predatori ed altri pesci. Iniziamo con i predatori: tra questi ci sono lucci, black bass e persici reali. Tutte e tre queste specie raggiungono buone dimensioni, sono presenti con esemplari di diverse taglie anche a riprova del fatto che i pesci sembrano riprodursi con regolarita’. Tra i ciprinidi troviamo carpe, scardole e cavedani. Le carpe sono presenti in discreto numero, le scardole sono presenti in maniera massiccia, mentre il cavedano ultimamente sta notevolmente aumentando la sua popolazione rendendo la sua una presenza a volte infestante. Oltre poi alle splendide tinche e ai persici sole, veniamo ai salmonidi, rappresentati da trote e coregoni. Le trote presenti sono soprattutto esemplari di media taglia, che stazionano nelle zone della riva (ma si incontrano talvolta anche esemplari di grossa taglia), il coregone invece vive nelle zone piu’ profonde del lago e ,vanta davvero una buona popolazione con esemplari di tutte le dimensioni. Ultimamente ci sono stati problemi di mancanza di ossigeno nelle acque del lago, che hanno portato alla moria di molti esemplari di coregone e persico reale, tuttavia le autorita’ stanno prendendo provvedimenti per tenere la situazione sotto controllo.

Tecniche di pesca

Per gli amanti dello spinning, questo itinerario fa proprio al caso vostro, che siate o meno muniti di imbarcazione. In generale, i periodi migliori sono quelli da meta’ marzo a fine maggio e il primo autunno, quando le temperature sono piu’ miti e quasi tutte le specie sono attive. A seconda della stagione, della temperatura, della presenza o meno di Sole o semplicemente dei vostri gusti, potete dedicarvi a trote, lucci, persici reali, black bass o cavedani. Questi pesci sono tutti presenti nelle zone dal sottoriva fino a profondita’ non eccessive, e’ bene cercarli vicino ad arbusti sommersi, nelle piccole insenature, o se avete un po’ di esperienza, potreste provare a riconoscere i dislivelli del fondale dove i predatori sono in caccia. La classica attrezzatura con canna da 2,4 e mulinello da 3000/4000 con diverse bobine vi permette anche di passare da una preda all’altra nell’arco della giornata. Per il luccio, fate lavorare a poca distanza dal fondo grossi twister color perla o gialli, ondulanti tipo toby o ardito, oppure provate con i minnow, ma ricordate che devono lavorare da mezz’acqua in giu’; nelle colorazioni tenete conto del verde delle acque, della luce e del fatto che i lucci qui puntano ai cavedani e ai persici; ricordate che nel sottoriva ci sono esemplari spesso di taglie modeste, per cui se cercate il big one esche piu’ pesanti e lanciate piu’ lontano. Il black bass, attivo dai 15-16 gradi in su’ e’ una preda divertente, ma ricordatevi che la sua attivita’ si svolge a diversi livelli di profondita’ nell’arco della giornata, ma in genere questi pesci si trovano vicino a punti di riferimento, e soprattutto nella zona di fronte al paese di Scanno. I persici reali ed i cavedani cacciano in branco. I cavedani girano nei bassi fondali e sono molto facili da catturare soprattutto nelle giornate di sole. Per black, persici e cavedani bene rotanti e minnow di dimensioni adeguate; per i black anche i grossi twister sono molto valdi, da tenere sempre una scorta di diversi colori. Cambiamo argomento e passiamo alla pesca a galleggiante, che da ottimi risultati e divertimento assicurato con carpette, scardole, ancora cavedani e tinche; necessaria una sonda per la profondita, galleggianti non troppo voluminosi, pasturazione non eccessiva e lenze sottili. Bene anche le tecniche a fondo, con pasturatore e all’inglese. Le esche vanno dal mais ai lombrichi e alle paste. Per i coregoni si usa come al solito moschera o pesca dalla barca, in quanto questo pesce vive negli strati piu’ profondi.

I Nostri Consigli

Ricordatevi innanzitutto che il Lago di Scanno si trova a 922 metri di altezza, in un ambiente caratterizzato da clima montano, e le temperature sono molto rigide in inverno, mese in cui il lago ghiaccia facilmente. Informatevi se potete sulle condizioni climatiche prima di affrontare il viaggio. Se cercate a spinning incontri emozionanti, provate ad affittare una barca e recatevi nelle zone meno battute o nelle sponde di arbusti sommersi: pescando con esche siliconiche ed ami antialga, puo’ capitarvi la sorpresa!!! Visualizzazione ingrandita della mappa

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Lago di Campotosto (Aq)

Lago-Campotosto-1

Requisiti

Oltre alla classica licenza tipo “B” ci occorrerà il tesserino giornaliero che viene rilasciato al momento della presentazione della licenza e costa 2,50 euro. Il tesserino può anche essere preso in anticipo, però occorre specificare la data.

Descrizione

Il lago di Campotosto è il più importante bacino artificiale d’Abruzzo, si estende per circa 14 kmq, e nasce dalla costruzione di una diga di sbarramento sul Rio Fucino. E’ un grosso lago dalle sponde quasi totalmente sgombre e accessibili, a tratti fangose ma per lo più rocciose.Lago campotosto Il lago di Campotosto non è solo una meta ideale per noi pescatori, ma anche un punto di ritrovo per campeggiatori e amanti della natura; il paesaggio circostante, tipico dell’entroterra abruzzese, è immerso in un’atmosfera pacifica e in lontananza si gode di un bel panorama, con i monti del Gran Sasso a far da sfondo. In inverno, nei periodi freddi da dicembre a gennaio il clima è molto rigido ed il lago può ghiacciare in più punti; in estate invece dopo il freddo delle prime ore fa molto caldo ed i fondali si riempiono di erbai da agosto a ottobre. Il livello d’acqua può innalzarsi o abbassarsi periodicamente a causa dell’apertura della diga.

lago campotosto - luccioSpecie Ittiche

Tra i salmonidi segnaliamo trote fario e iridee, presenti anche se non proprio in maniera massiccia, ma soprattutto il coregone, che conta una buona popolazione ed è forse in assoluto la vera attrazione di questo lago: i pescatori più appassionati fanno viaggi anche molto lunghi per venire a pescare questo pesce fin dalle prime ore del mattino. Fra i predatori sono presenti i persici reali ed i lucci, introdotti da pochi anni ma diffusi omogeneamente, e raggiungono entrambi taglie non eccezionali ma in ogni caso soddisfacenti. Per quanto riguarda i ciprinidi assicurata la presenza di grosse carpe, immancabili anche a queste altitudini; numerosi branchi di carassi e pighi si notano nelle zone di acque più basse, insieme a tinche, alborelle e minutaglia. luccio lago campotosto

Tecniche di pesca

Essendo un bacino di grosse dimensioni il problema maggiore è, neanche a dirlo, il fatto che l’ambiente è dispersivo: non ci sono evidenti punti di ritrovo per i pesci ne’tantomeno punti di riferimento per il pescasportivo, anzi a prima vista ogni punto sembra uguale all’altro; in realtà e’ importante individuare le zone più profonde o comunque più adatte al tipo di pesca che vogliamo praticare, una ricerca attenta può avvantaggiarci. Il coregone viene pescato soprattutto con la moschera, con esca naturale lanciata a 30-40 metri dalla riva, pasturando e usando grossi galleggianti come segnalatori, c’e’ chi lo pesca con rubasienne o a fondo con pasturatore; per esca sono sufficienti anche solo i classici bigattini ma fate attenzione alle abboccate appena sensibili.Lago campotosto Il carpfishing viene praticato con buoni risultati, buone le zone vicino la diga. Per lo spinning è importante saper individuare le sponde profonde e rocciose o gli sporadici alberi in acqua per stanare lucci e predatori, naturalmente con esche di dimensioni adatte a ciò che stiamo cercando. Per il luccio classica canna medio – pesante a partire da 2,4 m e lenza almeno o,25; ottimi risultati con ondulanti e rotanti argentati ( martin e toby ) ma vanno bene anche i minnow; ricordate di tenere l’esca non molto al di sopra del fondale ma…occhio agli incagli!! Per il persico vale lo stesso discorso, anche se questi viaggiano in branco, ma esche meno voluminose. Per tentare la trota useremo cucchiaini, non molto grandi ma di colori vivaci per una migliore visibilità, esplorando diverse profondità. lago campotostoLa passata, qualsiasi esca naturale utilizziate, può essere fruttuosa per tinche ciprinidi ma anche persici reali, meglio se fatta in zone poco profonde dove grufolano questi pesci.

I Nostri Consigli

Vestitevi sempre in maniera prudente, il freddo può essere molto pungente e occhio alle zone fangose, un paio di stivali non è detto sia superfluo! In estate da fine giugno a fine settembre lo spinning e’ difficoltoso a causa degli erbai. Buona fortuna…

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Fiume Vomano: Montorio al Vomano

fiume-vomano

Dove si trova

Provenendo da Roseto imboccate la strada statale Roseto-Montorio fino all’abitato stesso. La strada è sempre diritta. Per chi proviene da nord uscire al casello della a14 Teramo-Giulianova e imboccate la Teramo-mare verso monte (ovest) fino all’uscita Basciano-Val Vomano e da li proseguire sempre diritto fino all’abitato di Montorio al Vomano. Già li i locali pescano bene e molte trote,ma  per il tratto più “tortuoso” e dallo scenario splendido e selvaggio bisogna proseguire ancora 1 km verso monte sotto il ristorante “Il porcellino”.Da Roma uscire a Teramo e poi sulla Teramo mare a Basciano-Val Vomano.

Licenze e Permessi

Licenza tipo “B”

Descrizione

Questa zona del fiume Vomano e’ una meta piacevole e in piu’ si incontrano scenari molto belli.

Il  corso d’acqua e’ largo in media sui 4-5 metri e si trova in basso fra due piccole  vallate irte di alberi ed arbusti.

Il paesaggio e’ splendido e selvaggio nonostante comunque sia conosciuto e visitato di tanto in tanto da noi pescatori.

A questa distanza dalla foce il fiume scorre limpido e rapido con una corrente a tratti impetuosa, che scorre su un fondale di rocce e ciottoli e rallenta solo negli ampi  e profondi slarghi.

Il Vomano qui presenta un letto sassoso con numerosi e agevoli guadi, il corso d’acqua e’ percorribile verso monte o valle sia con stivali e cosciali, ma anche per alcuni tratti sulle sponde; queste in alcune zone pero’ sono coperte da una vegetazione molto intricata, (ci possono essere rovi ed erbaccce) e obbligano a passare in acqua.

Specie Ittiche

La specie che ci spinge a venire fin qui e’ la trota, soprattutto fario ma anche iridea. Le trote vengono reimmesse annualmente, se ne vedono in genere dai  12 cm ( che e’ meglio ignorare ) in su, con media sui 25 cm fino a esemplari a volte anche sui 45 cm, ma queste sono molto rare.

A queste altitudini ancora non ci sono grosse tracce di cavedani e barbi.

Tecniche di Pesca

Fiume Vomano - Montorio

Qui possiamo divertirci a praticare la tecnica che piu’ preferiamo: passata, mosca, spinning, pesca al tocco con teleregolabile, sono in effetti tutte alternative valide, sempre se effettuate in maniera adatta.

Per lo spinning sono sufficienti canne corte e leggere, le lenze devono essere sottilissime, e come esca vanno bene piccoli artificiali dal far lavorare sul fondo, dal metallo alla gomma, ai piccoli minnow affondanti; molte zone sono ombrose per cui meglio esche colorate piuttosto che argentate.

Per la passata canne sui 4 metri sono sufficienti, esche lombrichi e camole e galleggianti scorrevoli per adattarci di volta in volta alle diverse profondita’ del fondale, anche qui montature leggerissime.

Con la teleregolabile si possono sondare diverse zone da ogni posizione senza farsi troppo notare, e’una tecnica che rende bene.

Si puo’ praticare la pesca a mosca, ma dovete ricercare le zone piu’ libere dalla vegetazione, perche’ le sponde del corso d’acqua ospitano alti alberi e arbusti che ostacolano il lancio.

I Nostri Consigli

Innanzitutto vi esorto alla massima sportività : non andate a pesca nei momenti di divieto, e , se proprio non volete rilasciare una preda, almeno non prelevate le trotelle piu’ piccole!!!!

Tenete sempre a mente che le trote riescono a vedere anche al di fuori dell’acqua, per cui e’ necessario ridurre al minimo la propria visibilita’ed essere silenziosi negli spostamenti.

Vi ricordo di portare il minimo ingombro possibile per stancarvi meno visto che e’ d’obbligo girare da un posto all’altro, anche il guadino non e’ indispensabile.

Attenzione al freddo!

Good luck…and no kill forever!

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Lago Scandarello (Amatrice – RI)

lago-scandarello (1)

Dove si trova

Il lago dista 60 km sia da Rieti che da Ascoli e 50 km da L’Aquila. Se provenite da Rieti, procedete lungo la statale Salaria 4 verso Ascoli. Sempre dritti, dopo un 60 km troverete le indicazioni per raggiungere il lago: proseguite lungo questa strada fino a vederlo.

Per chi viene da sud, innanzitutto è necessario percorrere la A 14 Bologna – Taranto, e raggiungere per prima cosa l’uscita San Benedetto – Ascoli.

Qui dirigetevi verso Ascoli, superando la rotatoria e continuate lungo il raccordo fra Ascoli Piceno e Porto D’Ascoli fino a quando, all’altezza proprio di Ascoli, continuerete lungo la S. Statale 4 che poi vi porterà ad oltrepassare il confine del Lazio.

Uscite a San Giorgio – Amatrice, ed imboccate a sinistra la Strada Provinciale 60, dopo un po’ svoltate a destra verso Località Lago Scandarello, ed ora non vi resta che percorrere l’ ultimo breve tratto per raggiungere il nostro itinerario.

Permessi e Licenze

Oltre alla licenza di pesca tipo “B” occorre il tesserino della provincia di Rieti, che potete richiedere agli uffici comunali e nei negozi di pesca della zona.

E’ vietata la pesca nei 100 metri vicino alla diga e nel canalone immissario.

E’ consentito l’uso di 3 canne al massimo e di qualsiasi esca.

E’ consentita da qualche anno la pesca notturna in alcune zone come la gola del Rio Scandarello; ci si può accampare per 24 ore ed e’ possibile utilizzare liberamente i bigattini.

Descrizione

Il lago dello Scandarello nato dallo sbarramento del l’omonimo Rio Scandarello (affluente del Tronto ), e’ un grosso bacino artificiale di forma allungata situato a quasi 1000 metri di altezza e con un perimetro di 10 km; il lago si estende su di una superficie di 48,5 ettari e raggiunge profondità in media sui 30 m, anche se il livello dell’acqua si alza e abbassa periodicamente ed in maniera abbastanza sensibile per le aperture della diga, e tocca a volte massimi di 50 km.

Si gode di un bel panorama, con verdi vallate di latifoglie ed i Monti della Laga spesso innevati sullo sfondo.

Il lago è percorribile in automobile solo per una frazione del suo perimetro, c’e’ bisogno di muoversi a piedi lungo le sponde.

Le rive, ricche di insenature, in alcuni periodi possono essere praticamente spoglie per via dei temporanei abbassamenti e innalzamenti del livello d’acqua, oppure coperte da bassi erbai ; inoltre sono un po’rocciose negli ultimi metri, questo fa si che il lago può essere percorso quasi interamente.

I fondali sono limacciosi e composti da fanghi, solo in alcuni settori sono ghiaiosi, ma in estate non c’e’ invasione di erbacce e le acque sono abbastanza limpide.

Mai dimenticarsi che in inverno la superficie si ghiaccia spesso e per buona parte, e non sghiaccia se non agli inizi della primavera.

Amatrice è inoltre un suggestivo paesino turistico, oltre a pescare si può anche visitare il paese e a fine mattinata…. farsi du’ bucatini!!

Specie Ittiche

Lo Scandarello è un lago ricco di specie diverse, ed in generale vi si trovano buone quantità di pesce.

Tra i predatori troviamo il luccio, tornato in buon numero dopo le immissioni praticate a partire dal 2000; il persico reale, il Black Bass: un’ ottimo assortimento valido in ogni stagione per gli amanti dello spinning.

Tra i salmonidi troviamo le trote, frutto di immissione e per i ciprinidi ci sono carpe e amur di ottime taglie, carassi, scardole, cavedani e in ultimo anche tinche anguille e barbi.

Le carpe in particolare, sono presenti sia a specchi che comuni con esemplari di taglie impressionanti, e rappresentano un trofeo molto ambito da migliaia di carpisti.

La minutaglia è abbondante: i branchi di piccole scardole, alborelle e gardon permettono la proliferazione dei predatori, ultimo dei quali anche il siluro, che pian piano sta raggiungendo dimensioni di tutto rispetto.

In ultimo c’e’ anche una buona popolazione di tinche.

Tecniche di pesca

Lago grande è sinonimo di dispersione; i predatori possiamo cercarli nelle insenature o nelle rive più profonde, visto che non ci sono canneti o alberi in acqua dobbiamo provare nei paraggi di rocce sommerse o se le acque sono alte cerchiamo magari se c’e’ della vegetazione ricoperta.

Per il luccio i periodi migliori sono primavera e autunno ma come al solito e’ sempre nelle prime ( o nelle ultime) ore di luce che si hanno i risultati migliori, cercando il predatore negli anfratti e nelle strettoie. Attrezziamoci con canne medio-pesanti sui 2,7 metri, dopodiché prepariamoci ad utilizzare esche voluminose: innanzitutto minnow almeno sui 12-13 cm, e la stessa cosa vale anche per le esche siliconiche; infine ondulanti e rotanti a partire da 20 grammi. In generale vanno bene sia i rotanti che gli ondulanti e i minnow, se non c’e’ sole forte utilizzate colori accesi!

Un’ottima variante fra le colorazioni da usare in questo lago è la colorazione Persico Reale.

Per la pesca a persici o black nei mesi di primavera ed estate possiamo anche andare su attrezzature più leggere ma attenzione perché i grossi esemplari non sono così facili da avvicinare, è bene provare con tutto l’arsenale di artificiali che abbiamo!

Può essere praticato anche il vivo, ma per sportività vi invito allo spinning.

Per quanto riguarda il siluro, se vogliamo provare a spinning, attrezzatura necessariamente pesante, ed esche voluminose e pesanti da far lavorare a fondo ed in maniera lenta; tutt’altro discorso e’ il cat-fishing con il vivo, che attira molti pescatori, anche qui l’esca, reperibile sul posto, deve essere molto voluminosa e la pazienza e’ necessaria; tre le esche, davvero molto bene qui anche il calamaro.

Il carpfishing è una pesca qui molto praticata per via delle dimensioni eccezionali che raggiungono le carpe, ma a causa dei grossi spazi e del numero comunque non certo esagerato occorre una pasturazione molto accurata e costante, possono passare lunghe ore senza abboccate.

Per i carpisti e per chi cerca il siluro l’ecoscandaglio e’ un ottimo alleato.

Se ci piace pescare a galleggiante, si possono fare buoni bottini di carpette, tinche, scardole e gardon: tutti questi pesci sono abbastanza facili da catturare usando le classiche esche come bigattini, mais, caster ,pastelle ecc…

E’ importante, per avere successo, una buona pasturazione, e inoltre, teniamo sempre presente che le prime ad entrare in pastura saranno le scardole, molto diffuse nel lago, per cui utilizziamo pasture a rapido affondamento e montature leggere, perché carpe e tinche sono ben più sospettose delle scardole.

I nostri consigli

Ricordate che il lago in inverno è impraticabile, soprattutto informatevi delle condizioni meteo: anche una pioggia non eccessiva può infangare molto la sponda e rendere la pesca difficoltosa.

E’ bene poi se possibile, verificare la quantità e il livello d’acqua presente, perché le sponde possono alzarsi e ritirarsi di molti metri a seconda della stagione e soprattutto della diga; questo fattore può incidere molto sull’esito della vostra pesca.

 

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Lago di Rascino

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Dove si trova

Il percorso innanzitutto inizia percorrendo l’autostrada Teramo – L’Aquila – Roma, da qui usciremo a Valle del Salto. Qui imboccheremo la S.S. 578 Salto Cicolana e dopo circa 15 km usciremo all’uscita Gramagna seguendo i cartelli che indicano verso la destra il comune di Fiamignano e proseguendo in direzione Avezzano. Troveremo poi a sinistra riferimenti indicanti prima L’Aquila, poi pian piano Altopiano di Rascino ed il comune di S.Maria di Sambuco.. Proseguiamo dritti sulla nostra strada ignorando uno dopo l’altro tre bivi, mantenendo sempre e comunque la destra. Dopo un po’ termina l’asfalto; qui dobbiamo fare molta attenzione nel percorrere la strada che diventa sempre più accidentata: occhio alle fosse e alle pozzanghere, cerchiamo di passare sempre sul brecciato e mai sullo sterrato o sul prato di lato alla strada.


Permessi e licenze

Il lago di Rascino ha una regolamentazione molto particolare, essendo gestito dalla coperitiva “Monte Nuria” che ha sede nel comune di Fiamignano e si occupa anche di ripopolamento: oltre alla licenza di pesca tipo B necessaria per tutte le acque interne, occorre fornirsi del permesso giornaliero appositamente concesso per la pesca nel lago di Rascino, a nulla serve invece il tesserino annuale per la pesca nelle acque della provincia di Rieti. Il permesso lo si può richiedere annuale al costo intorno ai 100 euro, mentre il permesso giornaliero lo si può fare in alcuni esercizi fra cui : Bar Rufolo – S.Lucia di Fiamignano, Bar Al Paradise S.Agapito di Fiamignano, Negozio Dimensione Pesca – Rieti, Armeria Remo – L’Aquila; se non si ha opportunità si può fare anche direttamente sul luogo di pesca dal guardiapesca. Le misure minime da rispettare ed i capi prelevabili sono: -luccio: ( misura minima 40 cm. – periodo di divieto dal 15/2 al 31/3 – Capi catturabili n.5), -tinca (misura minima 25cm. – periodo di divieto dal 15/5 al 30/6 – Capi catturabili n.5), -carpa (misura minima 25cm. – periodo di divieto dal 15/5 al 30/6 – Capi catturabili n.5), Per eventuali informazioni su permessi o condizioni del lago, questo è il numero di telefono per contattare la cooperativa Monte Nuria: 0746/53013 – 53366

Descrizione

Nel cuore dell’altopiano di Rascino, da sempre luogo inospitale per l’attività umana ed inadatto agli insediamenti, c’è un itinerario fantastico, un paesaggio unico, un’ambita meta di pesca: il lago di Rascino. Questo è un luogo che può davvero regalare emozioni forti, con il suo raro fascino e la sua natura estremamente selvaggia. Il lago di Rascino è uno spot molto famoso nel centro Italia, per via delle catture di grossi pesci, carpe ma soprattutto lucci, visto che negli anni dal 70 al 90 sono stati pescati esemplari di esocidi di taglie eccezionali, anche da 10, 15 chili e oltre. Quando la notizia si diffuse iniziarono anche a spargersi vere e proprie leggende sui lucci di questo specchio d’acqua, non sempre verificate, ma che hanno portato questo lago all’attenzione di moltissimi pescatori sportivi, rendendolo una meta ambita. Oggi il lago è molto conosciuto e abbastanza frequentato nonostante la rigida (ma necessaria!) regolamentazione a tutela del pesce e la difficoltà nel raggiungere il posto; tuttavia gli enormi lucci, anni fa tanto decantati, sono in vero molto diminuti a causa del bracconaggio e dei prelievi sregolati del passato. Il lago di Rascino è uno specchio d’acqua di natura carsica, appartiene al territorio del comune di Fiamignano, in provincia di Rieti; sorge all’interno dell’ampio altopiano di Rascino, situato a circa 1200 metri di altitudine, in una zona impervia compresa fra la catena montuosa del Cicolano e le cime del Velino e del Nuria. Lo specchio d’acqua non ha immissari ed emissari, bensì essendo di natura carsica, è alimentato dalle acque raccolte dalle precipitazioni piovose e nevose e da quelle derivanti dal disgelo delle nevi delle cime montuose. Le dimensioni del lago, che a prima vista può sembrarci un grosso stagno, sono molto legate alla frequenza delle precipitazioni, e varia da estate a inverno, tuttavia possiamo dire che l’invaso si estende su di una superficie di circa 2 chilometri quadrati, raggiunge una profondità massima di 5 metri, ma nella media si aggira sui 3; ha una forma estremamente irregolare, essendo formato da una zona centrale che si dirama in un’insieme di bracci e snodi sinuosi, interrotti e circondati qua e la da canneti. Le sponde sono facilmente accessibili, terrose e percorribili per tutto il perimetro ma esclusivamente a piedi; sono spoglie nei mesi invernali mentre in primavera ed in estate sono coperte di erbe selvatiche, in generale sono sufficienti scarpe da trekking o da ginastica, non sono necessari stivali o cosciali, che però possono aiutare ad esempio chi pratica lo spinning. I fondali del lago digradano pian piano, sono per lo più terrosi, fangosi e spogli, con numerose fitte macchie di erbe acquatiche sommerse e di ninfee, possiamo dire che le acque sono abbastanza limpide nonostante il fango sul fondale e gli erbai estivi che crescono copiosi. Il clima è appenninico, tipico dellazona reatina: in inverno il freddo può essere molto pungente, le temperature al mattino vanno anche a 10 gradi sotto lo zero, ed il lago può giacciare anche in buona parte, con conseguente morìa di pesci; la primavera è fresca ed il clima da metà marzo a giugno è l’ideale per la pesca; in estate invece le ore centrali del giorno possono essere molto calde.

Specie ittiche

Il lago di Rascino ospita una popolazione ittica che comprende carpe, tinche, anguille, lucci, scardole, persici reali ed una grande mole di minutaglia. Le carpe presenti sono per lo più a specchi e cuoio, ma ci sono anche carpe comuni, qualunque esse siano non sono numerosissime, ma senza ombra di dubbio raggiungono pesi e taglie davvero eccezionali ed attirano moltissimi carpisti. Il luccio è molto diffuso nel lago, presente di ceppo italico, raggiungeva taglie incredibili: in questo lago infatti, nel passato sono stati catturati esemplari da record, dal peso di 10, 15kg e anche più, oggi i lucci più comunemente pescati si aggirano in genere sul mezzo metro, ma i grossi esemplari sono comunque presenti e di tanto in tanto compaiono, senza suscitare grande scalpore.

Tecniche di pesca

ll lago di Rascino attira quasi esclusivamente due categorie di pescatori: i carpisti e gli amanti dello spinning, in cerca quindi rispettivamente di grosse carpe e lucci. Per quanto riguarda lo spinning, innanzitutto conviene indossare stivali per entrare in acqua, inoltrandosi per qualche passo nei primi metri di bassofondo e raggiunere distanze di lancio maggiori. L’attrezzatura adatta comprende una canna sui 2,40 metri e di buona potenza, in grado di lanciare anche esche da 20-25 grammi in grado di assecondare nel caso anche grossi esemplari, lenza sullo 0, 25 di diametro oppure se preferite un trecciato. Tra le esche migliori sicuramente ci sono i minnow dai 10 ai 15 cm, da recuperare in maniera vivace nelle zone vicino agli erbai sommersi o parallelamente ai canneti, vanno bene di tutti i colori ma vista la masiccia presenza presenza di minutaglia forse sarebbe meglio puntare a colori diversi dalle colorazioni naturali. Bene inoltre i grossi twister, anche questi grandi e colorati, mentre per quanto riguarda le esche metalliche, bene i classici martin con fiocco rosso, i toby ecc… ma occhio al fatto che nelle zone poco profonde i grossi e pesanti rotanti o ondulanti scendono troppo sul fondo e possono rivelarsi difficili da manovrare negli spazi stretti. I lucci si trovano in caccia nei pressi di ostacoli naturali e punti di riferimento, difficilmente si trovano negli spazi aperti, soprattutto in questo itinerario, ricordiamoci di insistere in queste zone, una volta individuato un “hot spot”, anche se a forza di strisciare l’esca nei pressi di ostacoli, oppure fra gli erbai o al limite dei canneti, metteremo inevitabilmente a rischio di incaglio l’esca. La pesca alla carpa si pratica quasi esclusivamente con il metodo del carpfishing, necessaria la pazienza ed in relazione al posizionameno dell’esca, è bene ricordare che la carpa, soprattutto se di grosse dimensioni, è abitudinaria, per cui cerchiamo di piazzare l’esca nei pressi delle rientranze, in vicinanza di punti di riferimento, o comunque lungo un possibile percorso che il pesce può compiere quando è in attività. Con la bolognese si possono insidiare tinche e scardole, va bene un galleggiante sui 3 grammi , lenza max 0,18 o meno, posizionando su fondo esche come lombrichi o mais, per evitare la minutaglia usiamo anche ami dal 12 al 10. Altre tecniche praticabili sono la pesca con galleggiante all’inglese o il ledgering, anche qui sfruttando la vicinanza dei canneti dove adagiare l’esca.

I nostri consigli

Il lago non è molto facile da raggiungere, se non siete del posto conviene considerare questo itinerario come una gita da pianificare e non come una pescata improvvisata. La zona non ha alcun insediamento umano, ed i cellulari non hanno segnale, per cui meglio organizzarsi in compagnia e prevenire ogni evenienza. In inverno tra metà dicembre e fine gennaio il lago può ghiacciare con estrema facilità, in più la zona circostante può essere innevata e rendere inaccessibile il lago, in questi casi non conviene tentare la sorte, meglio invece il periodo da aprile a ottobre, evitando magari le calde ed assolate giornate di metà agosto.

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Lago del Turano

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Dove si Trova

Il lago del Turano si trova nella Valle del Turano, in provincia di Rieti. Dall’entroterra abruzzese o dalla costa possiamo arrivare facilmente al lago percorrendo prima l’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo fino a Carsoli, dove usciremo per dirigerci verso l’interno tramite la strada provinciale 34 turanense. La strada è facilmente individuabile tramite la segnaletica visibile già all’uscita del casello di Carsoli; la turanense vi porterà pian piano sulle rive del lago.


Permessi e Licenze

Oltre all’indispensabile licenza tipo “B” per la pesca nelle acque interne occorre l’apposito tesserino per la pesca nella provincia di Rieti, reperibile in alcuni negozi di pesca, al prezzo di 20 euro.

Descrizione

Il lago del Turano è senz’altro, non solo per noi pescatori, uno fra i bacini più conosciuti del centro Italia, nato artificialmente con una diga di sbarramento del fiume Turano nell’omonima valle, diga alta 70 metri e creata nel 1939 al fine di sfruttare l’energia idroelettrica. L’invaso ha una forma decisamente allungata e stretta ma è pieno di anse in corrispondenza delle piccole valli boscose che tutt’intorno si immergono nel lago; la sua lunghezza è di 10 km; è situato ad un altezza di circa 550 metri sul livello del mare e tocca profondità di 65-70 metri. Il lago ha una buona accessibilità, il suo perimetro può essere percorso senza troppi problemi con li tradizionali mezzi di trasporto, e per scendere sino alle rive ci sono diversi punti accessibili con l’auto o meglio a piedi. Le sponde sono percorribili agevolmente, sono costituite in alternanza da erbai e zone rocciose, rare le zone di arbusti; mentre con l’acqua alta è frequente vedere alberi parzialmente inabissati. I fondali sono misti a seconda delle zone, in generale ci sono moltissimi tratti con profondità abbastanza elevate a pochi metri dalla riva (i fondali per lo più scendono ripidi nei punti rocciosi fra gli avvallamenti e le collinette), ma anche molte zone di basso fondale dove sosta il pesce di branco. Le acque sono in generale molto limpide. Il lago del Turano è un posto davvero molto pittoresco, una meta piacevole per pescatori, campeggiatori e amanti della natura, si godono panorami splendidi, con sullo sfondo le verdi colline alberate tipiche del Reatino, su cui si estendono i centri abitati arroccati sulle sommità. Tutto intorno al lago inoltre, c’è un susseguirsi di localini, ristoranti e agriturismi in grado di soddisfare le esigenze di ogni tipo di visitatore, che permettono di pranzare e soggiornare, inoltre per i carpisti è possibile accamparsi con le tende.

Specie Ittiche

Il lago del Turano ha dimensioni e profondità tali da assicurare la presenza ad un gran numero di specie, erbivori e predatori. Fra i ciprinidi le breme sono il pesce più numeroso, se ne vedono in alcune zone colonie molto numerose con esemplari di ogni dimensione e che raggiungono anche taglie eccezionali intorno ai 2,5 kg e si nutrono anche a pochi passi dalla riva. Le carpe sono soprattutto regine e raggiungono dimensioni enormi, ne sono stati pescati esemplari davvero molto grandi, intorno ai 20kg e forse oltre, le carpe a specchi sono meno comuni, così come gli amur che sono comunque di grossa taglia. Ci sono inoltre cavedani, carassi, scardole, savette,tinche e anguille. Per quanto riguarda i predatori, è presente il luccio con esemplari di tutte le taglie, compresi i big da 10-15 kg, poi ci sono i persici reali, in buon numero. Fra i salmonidi spicca il coregone, buona popolazione ed esemplari anche molto grossi, poi ci sono le trote fario e iridee, ed in passato ne sono comparsi esemplari anche di 9-10 kg.

Tecniche di Pesca

In un lago così grande e con così tante specie di pesci, possiamo praticare con successo la tecnica che più ci piace, la stagione migliore, in generale, naturalmente va da aprile a fine settembre, in particolare poi, per i cavedani è migliore la mezza stagione e per i lucci le occasioni migliori si incontrano nei periodi freddi. Il carpfishing vede la partecipazione di molti appassionati, spesso ripagati con successo delle loro fatiche: in questo lago con la necessaria pazienza, si riescono a fare catture di bellissimi esemplari, che sono soprattutto carpe comuni. Tra le postazioni di pesca, le più rinomate per il carpfishing sono quelle nella zona del comune di Castel di Tora, ed il periodo migliore è la primavera. Lo spinning al luccio va fatto con attrezzature medio-pesanti, per raggiungere buone profondità e mantenere le esche sul fondo durante la fase di recupero. E’ consigliabile la stagione autunnale o primaverile, sia perché i pesci sono piu attivi, sia perché in estate le temperature sono abbastanza elevate e in più la consistente presenza di minutaglia rende più difficile ingannare il predatore. Le zone dove pescare a spinning sono come sappiamo vicino a quelli che sono i punti di riferimento per i pesci, come alberi in acqua e rocce sommerse, le sponde migliori sono quelle subito profonde e senza fastidiosi erbai, che invece crescono in estate fino a settembre-ottobre. In estate nei momenti di maggior caldo non conviene insidiare questo predatore, ma se proprio non possiamo farne a meno, proviamo a staccarci un po’ dal fondo e usiamo dei minnow sui 9 o 10 cm. La pesca alla passata con la bolognese da ottimi risultati: ci sono numerosi campi di gara lungo le rive del lago, che offrono la possibilità di fare buoni carnieri di prede a fine giornata. L’attrezzatura è la classica: una bolognese sui 5 metri, pasture a base di sfarinati, mais e bigattini, ami piccoli e indispensabile sonda; con il solito pizzico di fortuna potremo incontrare brehme, scardole, carpette, cavedani ed a fine serata la nassa potrebbe essere piena di pesce. Si può anche provare la roubasienne nei punti più liberi, come anche la pesca all’inglese o la classica moschera per chi cerca i grossi coregoni presenti nel lago. A fondo con pasturatore, e come esca una bella coppia di lombrichi, si possono incontrare grosse tinche ed anguille.

I Nostri Consigli

Il periodo migliore per la pesca è la primavera ma anche l’autunno è altrettanto buono. In estate fa davvero molto caldo, informatevi magari sulle condizioni meteorologiche ed evitate le giornate di caldo intenso che potrebbero causare insolazioni e malori. Nella zona del Reatino capita spesso che il tempo cambi più volte nella stessa giornata,non spaventatevi quindi di acquazzoni temporanei, ma evitate piuttosto i fine settimana, dove i bagnanti invadono le rive del lago!!

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